“Ca’ Besina” millesimato 2007- Casali Viticoltori

Ciao a tutti!!

Questa settimana voglio raccontarvi un vino che mi sta particolarmente a cuore, non solo perché affonda le proprie radici qui, nella mia terra, Reggio Emilia: il vero motivo è che, con le sue bollicine briose, ha accompagnato alcuni degli eventi che hanno segnato la mia vita e che porto nel cuore. Un lambrusco? Ebbene no, non è un lambrusco. Quella che vi voglio raccontare è una bollicina tutta reggiana, verace e di carattere. Parliamo del “Ca’ Besina” millesimato 2007 di Casali Viticoltori (Scandiano, RE).

Questo vino nasce sulle colline di Scandiano, e più precisamente nei dintorni di Pratissolo, da uve Spergola, un vitigno autoctono delle colline intorno a Scandiano (i primi riferimenti storici al vitigno risalirebbero al XV secolo) e di recente riportato alla ribalta da una serie di produttori che hanno scelto di puntare sull’unicità di questo vitigno per la produzione di vini e in particolare spumanti di qualità. Le uve vengono vinificate con tecniche di pigiatura che consentono di mantenere l’integrità dei profumi primari e dell’acidità tipica; il processo di affinamento in bottiglia si estende per più di 5 anni, il che consente al vino di evolvere, ammorbidirsi e dotarsi immancabilmente di complessità.

Arriviamo al vino. Per aiutarmi nella degustazione mi sono avvalso della compagnia di tre buoni amici e di una serata tranquilla nel nostro piccolo laboratorio a Correggio (eh è un duro lavoro ma qualcuno deve pur farlo…XD). Stappiamo la bottiglia, fine ed elegante, e versiamo nei calici.


E’ uno spumante cristallino; il colore è un bel dorato carico con un riflesso paglierino invitante; l’effervescenza è ben presente, le bolle abbastanza fini, numerose e persistenti.

Un primo esame olfattivo ci rivela una buona intensità e una discreta persistenza. Il primo sentore, più fine è quello dei fiori bianchi, un gelsomino di fondo, cui si associa il pompelmo e l’albicocca acerba, che danno una nota acida e acuta. Il secondo naso rivela e preannuncia la sapidità, il minerale, l’erba verde falciata, un vago sentore etereo; infine si rivelano il pane e il malto, oltre a una vaga terra bagnata.

In bocca, questo spumante da il meglio di sé. Secco, poco caldo. Una punta centrale di acido che si fa spazio lunga la bocca e a sua volta cede il passo a una sapidità importante: nonostante questo, il prodotto alla bocca è morbido e vellutato, senza spigoli eccessivi. L’intensità è buona, buona la persistenza; il retronasale ci regala un’evoluzione dal minerale, alla birra, al pane. Si chiude con una nota amara sul finale, un bel luppolo.

Nel complesso, un vino di corpo e abbastanza armonico; sicuramente pronto. In abbinamento io consiglio un crostino di pane casereccio leggermente tostato al forno con brie e lardo di Arnad: lo spumante pulirà la bocca dall’untuosità della pietanza, lasciando la bocca fresca e piacevolmente solleticata dalla bollicina.

Se vi è piaciuto, o volete saperne di più del prodotto e del produttore, scrivetemi all’indirizzo:

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A presto!!!!

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